Il mio primo incontro con il Venezianico Nereide Tigris
Capita raramente, dopo tanti anni passati a maneggiare orologi di ogni genere, che un modello riesca ancora a sorprendermi al primo sguardo. Il Venezianico Nereide Tigris è uno di questi casi. L’ho avuto tra le mani nel mio negozio di Sottomarina di Chioggia, e devo ammettere che il quadrante mi ha colpito immediatamente: non è la solita superficie laccata o satinata a cui siamo abituati, ma una vera lastra di Occhio di Tigre naturale, con una profondità e un carattere che nessuna finitura artificiale potrebbe replicare.
Da concessionari, seguiamo con attenzione le novità dei brand veneti che raccontano storie autentiche legate al territorio. Il Nereide Tigris fa esattamente questo: prende il nome dal latino “tigre” per il quadrante, e da Nereide, in omaggio al mare, richiamando le antiche rotte commerciali che univano l’India a Venezia. Una narrazione che, tenendolo al polso, si percepisce in ogni dettaglio.
Il quadrante che cambia volto con la luce
La caratteristica che più mi ha entusiasmato, e che considero il vero punto di forza di questo orologio, è il modo in cui il quadrante reagisce alla luce. Ho voluto osservarlo in diverse condizioni: alla luce naturale della vetrina del negozio, sotto la luce calda di una lampada da tavolo, e persino all’aperto in pieno giorno. Ogni volta il risultato è stato diverso. È il fenomeno noto come gatteggiamento: le bande dorate e ambrate della pietra sembrano scorrere e muoversi a seconda dell’angolazione, regalando riflessi che cambiano intensità e sfumatura quasi come se il quadrante fosse vivo.
Non si tratta di un effetto ottenuto con trattamenti o verniciature. È la struttura fibrosa naturale del quarzo a generare questo gioco di luce, il che rende ogni esemplare del Venezianico Nereide Tigris irripetibile: nessun altro quadrante al mondo avrà esattamente le stesse venature del vostro. Girando il polso anche solo di pochi gradi, ho visto la superficie passare da toni caldi e dorati a riflessi più profondi e ambrati, un dinamismo che in negozio cattura immediatamente lo sguardo dei clienti.
Costruzione e affidabilità: non solo estetica
Al di là dell’impatto visivo, ho voluto valutare l’orologio anche dal punto di vista costruttivo, come faccio con ogni novità che entra nel nostro assortimento. La cassa da 42 mm, con uno spessore di 12,5 mm, ha proporzioni equilibrate: non risulta ingombrante al polso, nonostante la vocazione sportiva del modello. Il movimento automatico Swiss Made Sellita SW200-1 è una garanzia di affidabilità che apprezzo particolarmente in questa fascia, e la cassa in acciaio 316L con finitura satinata trasmette una solidità che si percepisce già al tatto.
Dettagli tecnici pensati per l’uso quotidiano
Un altro aspetto che ho apprezzato provandolo è l’inserto in tungsteno con finitura lucida, resistente ai graffi grazie a una durezza di 9/10 sulla scala Mohs: un dettaglio pratico oltre che estetico, pensato per chi indossa l’orologio ogni giorno. Il vetro zaffiro con trattamento antiriflesso mantiene il quadrante sempre leggibile, esaltando ulteriormente i giochi di luce dell’Occhio di Tigre di cui parlavo prima. La resistenza all’acqua fino a 200 metri, infine, conferma la sua natura di orologio da immersione a tutti gli effetti, capace di accompagnare chi pratica sport acquatici senza rinunciare all’eleganza.
Anche al buio l’esperienza resta convincente: gli indici trattati con Super-LumiNova Swiss-Made BGW9 garantiscono una buona leggibilità, un dettaglio che ho potuto verificare personalmente passando dall’illuminazione del negozio a un ambiente più in penombra.
Il bracciale Sansovino e il fondello che racconta una storia
Al polso, il bracciale Sansovino a cinque maglie si è rivelato comodo fin da subito, grazie anche al sistema di microregolazione della chiusura, che permette di adattare la misura senza utensili: un accorgimento che i miei clienti apprezzano sempre, soprattutto chi non ha mai indossato un orologio subacqueo prima d’ora. Le superfici satinate alternate a dettagli lucidi creano un equilibrio riuscito tra robustezza e ricercatezza.
Girando l’orologio, il fondello inciso con il sommergibile Nereide aggiunge un ulteriore livello di racconto: un omaggio all’ingegneria navale che dà il nome all’intera collezione, e che lega idealmente il Venezianico Nereide Tigris a una storia di esplorazione e resistenza.
Le mie conclusioni
Dopo averlo provato personalmente per diversi giorni, osservandolo in vetrina, alla scrivania e all’aperto, posso dire che il Venezianico Nereide Tigris è uno degli orologi più interessanti che siano passati nelle mie mani negli ultimi tempi. Non è solo la componente estetica a convincere, per quanto il quadrante in Occhio di Tigre resti indubbiamente il protagonista assoluto, ma anche la solidità costruttiva e l’attenzione ai dettagli tipica dei modelli Venezianico. Al prezzo di 1295€, si posiziona come una proposta equilibrata per chi cerca un orologio automatico dal carattere unico, letteralmente irripetibile pezzo per pezzo.
Se questa recensione vi ha incuriosito, vi invito a scoprire il Venezianico Nereide Tigris sul nostro sito, dove potete vederlo da vicino nelle foto e valutare l’acquisto. E se passate da Sottomarina di Chioggia, sarò felice di mostrarvelo dal vivo e raccontarvi ogni dettaglio della mia esperienza diretta con questo orologio.





